E la crisi cancella le torri di Ground Zero

 

 

La crisi cancella le nuove torri di Ground Zero

 

I colossi bancari che avevano opzionato i nuovi uffici si ritirano. La Freedom Tower rischia di rimanere isolata

 

NEW YORK – Dopo dispute infinite tra le varie amministrazioni pubbliche, le società assicurative e i costruttori privati dai quali dipende la rinascita della punta sud di Manhattan, l’anno scorso, finalmente, i progetti erano stati definiti. E i cantieri erano stati aperti, almeno per la costruzione del monumento che ricorda le 2750 vittime dell’11 settembre e della Freedom Tower, il più alto dei cinque grattacieli che dovrebbero sorgere in un’area che oggi è solo un’immensa voragine.

CRISI ECONOMICA – Ma quando finalmente si è sbloccata la burocrazia, si sono aggravate le difficoltà economiche che coinvolgono banche e società finanziarie: proprio quelle che dovrebbero rivitalizzare l’area di «Ground Zero» riportando qui, a due passi da Wall Street, le loro sedi. Ma la Merrill Lynch, l’unica che aveva preso un impegno in questo senso, l’altro giorno ci ha ripensato: la banca d’affari vive una crisi assai profonda, secondo alcuni è in gioco la sua stessa sopravvivenza. In queste condizioni i suoi capi non se la sentono di imbarcarsi in … continua.

Estratto da IL CORRIERE DELLA SERA

Pubblicato su Economia, Finanza, Internazionale, USA. Commenti disabilitati su E la crisi cancella le torri di Ground Zero
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: